L'antica fornace

In consonanza con le imprese delle Arts and Crafts di William Morris, Randone è assai sensibile alla ricerca e alla riproduzione delle antiche tecniche artistiche, e per la costruzione della grande fornace si ispira a Li tre libri dell’arte del vasaio di Cipriano Piccolpasso, un testo da lui consultato nell’edizione “pesarese” del 1879. Durante il 1895 il ceramista costruisce la sua prima fornace, inizialmente progettata anche con il forno da riverbero, la camera per ottenere le vernici e una camera per la mezza cottura.- Il tutto di dimensioni sufficientemente grandi per sfornare un migliaio di piccoli manufatti per volta. La fornace così concepita è, però, molto impegnativa: ha bisogno di più di 20 ore di fuoco, consuma 4 o 5 quintali di legna per volta, e necessita della presenza quasi continua per la sorveglianza del fuoco, attività inizialmente espletata dal Maestro e dalla sua compagna Marie Louise, e appena l’età lo consente dalle giovanissime figlie. Con queste parole Randone ricorda l’evento: “Contemporaneamente alla fondazione della Scuola d’Arte Educatrice appena entrati in queste storiche mura, costruimmo quella fornace che, dopo tanti anni di faticose prove doveva finalmente ricondurci sul giusto cammino seguito dai figuli etruschi, qualche cosa come trenta secoli or sono. Ritrovammo cioè la difficile tecnica dei buccheri, completamente dimenticata e scomparsa, riuscendo così a fare un’arte del tutto nuova nelle forme, nei profili dei vasi e del tutto tradizionale nella tecnica..”. Anni dopo,la fornace grande viene demolita, e tra il 1900 e il 1906, vengono erette la “fornace mezzana” e la “fornacetta”, con cui lavora alle prove di cottura sperimentali per i buccheri.