Il contesto dell’epoca

All’indomani dell’unità d’Italia lo stato di profonda arretratezza in cui versano le industrie dell’ex Stato Pontificio è palese. Nel tentativo di porre rimedio a tale situazione e di dare impulso alle imprese, tra le prime iniziative che si intraprendono, nel 1874 si creano nell’ex convento di San Lorenzo in Lucina le scuole del Museo Artistico Industriale ad opera del principe Baldassarre Ladislao Odescalchi e di Augusto Castellani.
Nonostante le difficoltà iniziali, l’impegno e la passione di artisti e di intellettuali fanno si che tra la fine del XIXe l’inizio del XX secolo emergano le personalità di ceramisti interessanti quali Duilio Cambellotti, Torquato e Guglielmo Castellani, Pio Fabri, Adriano Ferraresi, Vittorio Grassi, Camillo Novelli, Francesco Randone e Costantino Tanfani. Inoltre sono documentate diverse manifatture, tra cui quella di Ignazio Lefevre in Via dei Vascellari, quella di Attilio e Luigi Giovannucci in Via delle Fratte, e quella di Borzelli in Via della Scalaccia 25 a Trastevere, dove manda a cuocere le sue ceramiche Francesco Randone prima del 1895, anno in cui edifica una sua fornace.
(da: Fornaci d’arte. La ceramica di Randone e Cambellotti tra Roma e Vetralla, mostra a cura di Giovanna Caterina de Feo, Museo della città e del Territorio, Vetralla 2005)