Le Mura e la torre XXVIII

Il maestro delle Mura Francesco Randone conosceva bene tutta la storia delle Mura

Lo studio privato del Cardinal Federico Borromeo
Lo studio privato
del Cardinal Federico Borromeo

di Roma, da quelle arcaiche in blocchi di tufo intorno al Campidoglio, a quelle di mattoni che l’imperatore Aureliano costruì per 19 chilometri intorno al centro monumentale e alle case sparse nel verde circostante in difesa contro le razzie dei barbari del III secolo.
La pratica conoscenza dei materiali costruttivi gli permetteva di riconoscere con un colpo d’occhio le modifiche e le aggiunte. Era arrivato nel 1888, con sua moglie e la prima figlia e i suoi primi tre allievi, in una torre di queste Mura.
Assisteva impotente alla nascita di interi nuovi quartieri che cancellavano le grandi ville rinascimentali ed esigevano tagli alle Mura per i collegamenti stradali. Pensò allora, seguendo l’educazione paterna, di dare una interpretazione spirituale all’argomento, la stessa che egli predicava nella Scuola ed ebbe successo tra gli artisti.

Acquerello del Museo di Roma e incisione del Rossini
Acquerello del Museo di Roma e incisione del Rossini



Nella sua rivista Cronache di Arte Educatrice (1923-1930) descrive il metodo:
Spiegheremo la nuova istoria delle Mura incominciata quando ancora eravamo ragazzini di pochi anni in lieta compagnia di nostro Padre. Cento magnifiche passeggiate romane insieme al nostro primo Maestro. Erano le nostre prime accurate ispezioni.
Raccontare la storia in forma educativa – attraverso il prisma cromatico della Famiglia – dire delle persone che hanno avuto rapporti diretti con queste antichità – che hanno costruito – restaurato – protetto e dilaniato – paurosi imperatori – munifici Papi e Principi, valenti Architetti, Ministri e Sindaci, ingordi appaltatori, giardinieri coi loro fiori e Dazieri coi loro pungoli, e Artisti coi loro pennelli, coi loro bulini, con le loro penne d’oro. Sapere e sentimento – ché molti per avere gli occhi più o meno bendati – non sanno leggere quanto su queste antiche cortine è scritto senza essere scritto!

Il tratto di mura rimasto tra le vie Romagna e Lucania, Corso d’Italia e via Campania, dove è ancora attiva la Scuola di Randone, mostra oggi una delle trecento torri nella forma completa dell’epoca di Onorio (402 d.C.).
Il visitatore può esercitare la sua mente cercando nel palinsesto le diverse fasi costruttive e gli adattamenti successivi. La camera inferiore della torre ha due feritoie per arcieri. Le quattro rampe della scala interna portano alla camera superiore che ha finestre ad arco per le artiglierie e pianta quadrata. In alto le “cuffie” agli angoli formano un ottagono sul quale è impostata la cupola del tetto.
Le antiche pareti di mattoni sono in parte coperte da intonaco bianco del 1672 quando, con la vicina torre gemella e la “passeggiata” intermedia, era stata sistemata a “studio” privato del Cardinal Federico Borromeo, (Milano 1617-Roma 1673), quasi un porto sereno per lui, dopo una vita spesa in faticose trattative tra nazioni avverse (Francia e Spagna) ed anche contrarietà nella Curia Romana.

Oggi sull’intonaco sono disegnati simboli e scritte della Scuola d’Arte Educatrice qui inaugurata da Randone nel 1890. L’arredo è quello della Scuola e nelle vetrine ci sono i materiali per le lezioni. Soprattutto terrecotte, ceramiche, campioni di crete e un modello plastico delle mura allo stato attuale.
Le torri vicine non hanno più la camera superiore e perciò non superano l’altezza dei camminamenti di collegamento. Queste perdite sono dipese in parte da azioni belliche, ma molto dall’abbandono per lunghi periodi e anche da soluzioni sbrigative di “restauro”. Nel gennaio 1826 la cupola della torre gemella ad ovest minacciava di cadere sulle serre di fiori della villa Boncompagni Ludovisi e così le autorità, temendo una discussione con gli archeologi del tipo Fea e Nibby, ne decisero la demolizione immediata.
Con il materiale di risulta furono costruiti gli attuali speroni di muratura in basso (via Campania) e le serre di fiori furono trasferite in alto all’interno del camminamento di ronda dove oggi lavorano gli alunni della Scuola.